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2 ottobre 2018

L'ottobre concertistico del Conservatorio “Tomadini” di Udine

Il Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini” di Udine ha anticipato, con il concerto per viola e pianoforte tenuto sabato 22 settembre dai docenti Lorenzo Bertoldi e Franca Bertoli, un ottobre musicale senza precedenti quanto a ricchezza e articolazione delle proposte artistiche; si intersecheranno infatti nel corso dell'intero mese due stagioni musicali, la prosecuzione dei “Concerti dei Docenti” iniziati nel marzo scorso con Omaggio a Debussy del pianista e docente Giovanni Baffero e il nuovo cartellone dedicato ai “Concerti degli Studenti”.
La Stagione Concertistica dei Docenti del Conservatorio di Udine e il palcoscenico del cittadino Teatro del Centro Culturale delle Grazie, sito in via Pracchiuso 21, vedranno protagonista, sabato 6 e sabato 27 ottobre, Claude Debussy e Giovanni Baffero con gli ultimi due appuntamenti dedicati all'esecuzione integrale delle opere per pianoforte; ancora nel nome del compositore francese il concerto di lunedì 8 ottobre, comprendente pagine cameristiche con arpa di raro ascolto quali Chansons de Bilitis, proposte da un assieme strumentale con voce recitante formato da cinque docenti e tre studenti. Completeranno la programmazione Pagine dai tempi e dalle tragedie della prima guerra mondiale, sei docenti interpreti di importanti composizioni cameristiche di Reger e Šostakovič in programma lunedì 22 ottobre; a seguire, giovedì 25, un recital fisarmonicistico di Adolfo Del Cont e, infine, lunedì 29, ottobre Intorno a Debussy, ancora tre docenti e musiche per strumenti a fiato e pianoforte del Novecento francese. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21.
Prenderà altresì avvio presso la sala “Vivaldi” del Conservatorio, venerdì 12 ottobre alle ore 18, la rassegna concertistica annuale in otto appuntamenti Concerti degli Studenti del Conservatorio di Udine, che proseguirà il giorno successivo, sabato 13 ottobre sempre alle ore 18 presso la sala “Udienze”. A partire da lunedì 15 ottobre, ogni giorno fino a venerdì 19, sempre con inizio alle ore 18, sarà invece il Teatro del Centro Culturale delle Grazie il palcoscenico di ulteriori cinque concerti della stagione dedicata agli studenti, che vedrà la sua conclusione in sede, sala “Vivaldi”, sabato 20 ottobre alle ore 18. Cartellone avvincente e serrato, coinvolge, come da consolidata tradizione, oltre settanta studenti, cantanti, strumentisti compositori, interpreti di altrettante pagine dei maggiori compositori dal Barocco all'età contemporanea.
Il Conservatorio di Udine intende infine sottolineare l'alto profilo culturale del progetto dedicato a Claude Debussy nel centenario della scomparsa e il suo carattere di unicità se considerato nell'ambito della programmazione di grandi società concertistiche italiane e dell'attività dei conservatori italiani, avendo proposto un'esecuzione integrale dei lavori pianistici nell'interpretazione di Giovanni Baffero, la doppia esecuzione in serata unica di Préludes ad opera di Giovanni Baffero e Luca Trabucco e numerosi concerti dedicati alle sue pagine cameristiche.

29 settembre 2018

La musica del Tomadini sbarca in Armenia e Georgia. Presentato il progetto internazionale del Conservatorio "Tomadini" nato grazie alla Convenzione con la Fondazione Friuli

Il Friuli e la sua musica ai confini dell'Europa. Un importante contributo della Fondazione Friuli e della Regione consentirà a studenti e docenti del conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine di portare l'eccellenza della musica italiana nelle città di Yerevan e Tbilisi. «Quattro concerti in sale straordinarie e moltissime ore di lezioni e conferenze: un'occasione unica per i nostri studenti di fare un'esperienza di studio e di produzione internazionale. È un'opportunità eccezionale per far conoscere il nostro conservatorio e il nostro territorio nel mondo.» Così il Direttore del Tomadini, Mo. Virginio Zoccatelli, descrive il progetto che vedrà coinvolti in compartecipazione i conservatori di Yerevan e Tbilisi. E continua: «Abbiamo impostato il viaggio in modo che la musica sia centro ed occasione di un proficuo scambio artistico, umano e culturale tra i nostri studenti e docenti e quelli delle istituzioni dei paesi ospitanti. Tutto il conservatorio di Udine ha collaborato alla definizione di questo progetto e alla sua realizzazione. Condivideremo poi l'esperienza con un documentario, una testimonianza del Friuli e della sua musica nel mondo. Ciò non sarebbe stato possibile senza il contributo della Fondazione Friuli, che da subito ha mostrato un'attenzione particolare al nostro progetto e ci ha permesso di concretizzarlo.»
Diciannove gli studenti in viaggio e con loro dieci docenti. Porteranno in Armenia e Georgia anche trascrizioni e nuove composizioni ad opera di molti dei loro compagni compositori. Tra i docenti coinvolti Glauco Venier, orgoglio udinese della scena jazz internazionale, il sassofonista Alfonso Deidda, i docenti di canto lirico Paoletta Marrocu ed Emanuele Giannino, l'oboista Sandro Caldini e i compositori Mario Pagotto e Giovanni Albini, quest'ultimo delegato alle relazioni del Tomadini e coordinatore del progetto. «Ogni concerto vedrà la collaborazione di studenti e docenti delle istituzioni coinvolte», precisa Albini, «l'idea è quella di fare musica insieme, senza confini». Marco Somadossi, docente di strumentazione per banda presso il nostro Istituto, dirigerà gli ensemble. E il docente di tecniche della ripresa e della registrazione audio del Tomadini Andrea Carli, fidato collaboratore di Riccardo Muti e Keith Jarrett, coordinerà le riprese e la documentazione sonora.
Il progetto nasce grazie ad una Convenzione che è stata sottoscritta tra il Conservatorio di Udine e la Fondazione Friuli il 24 settembre di quest’anno, che aveva proprio lo scopo promuovere l’internazionalizzazione dell’attività degli studenti e dei docenti.
La Georgia e l'Armenia negli ultimi anni si stanno sempre più affacciando sulla scena europea, favorendo scambi culturali e commerciali e inserendosi passo a passo nelle dinamiche europee. Con il suo progetto il conservatorio di Udine si inserisce in questo processo, garantendo un posto in prima fila al Friuli ai confini dell'Europa.

 

13 luglio 2018

Cinque compositori del Conservatorio di Udine al Mittelfest per la prima nazionale di Novecento e oltre. Il suono del futuro

Le scuole di Composizione dei docenti Renato Miani e Mario Pagotto presso il Conservatorio di Musica “J. Tomadini” di Udine, sono state protagoniste del progetto Novecento e oltre. Il suono del futuro, evento in prima nazionale creato da “Mittelfest 2018” con la collaborazione dei due conservatori regionali e dell'Associazione “Progetto Musica” e tenuto lunedì scorso alla Chiesa di S. Francesco in Cividale del Friuli. Programmata nel cuore della lunga e articolata serata concertistica avviata nel nome di Claude Debussy e approdata al radicalismo novecentesco e alla musica dei nostri giorni, la partecipazione del Conservatorio di Udine si è distinta per originalità, impegno e piena adesione allo spirito innovatore che da sempre caratterizza il prestigioso festival cividalese. Cinque le proposte musicali in prima assoluta, presentate da altrettanti studenti compositori ed eseguite dall'Ensemble di musica contemporanea del Conservatorio di Udine composto da Debora Perissutti (flauto), Giulia Santarossa (clarinetto), Eric Zanello (clarinetto basso), Lorenzo Grangetto (sax contralto), Sofia Masut (arpa), Alessandro Del Gobbo e Diego Vrech (pianoforte), Raffael Sabot (contrabbasso). L'avvio è stato affidato, per la direzione di Cristina Cristancig, a Touch di Silvia Valentini, meditazione sulla solitudine umana immersa nel flusso impetuoso di segnali informatici, al quale è seguito, diretto dall'autore, Connections di Lorenzo Gioco, rievocazione, gravitante attorno a un ostinato ricavato da note-lettere simboliche, dell'atmosfera astratta, virtuale, frenetica delle connessioni sui Social Network. Terza composizione presentata dal Conservatorio di Udine, hYperboole di Cristina Cristancig, pagina, pure diretta dal suo autore, costruita su una suoneria telefonica ricavata da un Valzer e posta in relazione con un'equazione matematica che dà vita a un'iperbole, a simboleggiare la generazione X e la generazione Y dei “Millennials”. Erika Giannusa ha di seguito diretto la propria composizione, Generazione Millennials, volta ad attingere al Background musicale dagli anni Ottanta a oggi per rappresentare la commistioni di voci e culture, la frenesia dei ritmi di vita e di scambio delle informazioni e la dimensione tecnologica di suoni e rumori della comunicazione cibernetica. Ha concluso la proposta musicale del “Tomadini”, Corali con ostinati di Felice di Paolo, tributo trasversale, diretto dall'autore, al vasto mondo del minimalismo musicale e costruito con le tecniche tipiche delle tre generazioni di compositori appartenenti a tale area stilistica. Le scuole di Composizione del Conservatorio di Udine hanno dunque offerto ancora una volta, in occasione del concerto cividalese, una conferma dell'inesausto spirito di ricerca e dell'entusiastica impronta creativa profusa nei giovani compositori che da decenni le caratterizza; un cammino denso e ininterrotto di produzione artistica che da tempo le pone ai vertici dell'attività espressa in campo compositivo dalle istituzioni didattico-musicali europee.